Pubblichiamo il testo del Comunicato Stampa dell’Anisap, dopo la conferenza stampa svoltasi ieri. Erano presenti il dottor Giuseppe Caraccio (presidente di Anisap), il dottor Giampaolo Fagan (direttore di Anisap), il dottor Marco Dal Brun (delegato per la Sanità della Regione Veneto di Confindustria).

<<Siamo orgogliosi di essere Privati Accreditati. Tantissimi cittadini ci scelgono perché sanno che i nostri servizi sono qualitativamente pari ai quelli del servizio pubblico, con un’organizzazione più efficiente>>.

A dirlo è il dottor Giuseppe Caraccio, presidente dell’Anisap Veneto Trentino Alto Adige, associazione di categoria che raccoglie 41 società e 92 strutture ambulatoriali che erogano prestazioni di Radiologia Diagnostica, Medicina Fisica e Riabilitazione, Laboratorio di Analisi, Poliambulatorio Specialistico e Medicina del Lavoro.

Facciamo chiarezza, perché purtroppo ancora non tutti hanno chiara la natura delle nostre strutture. «Una struttura sanitaria privata – spiega Caraccio – si dice che è convenzionata con il S.S.R. quando vi è l’accreditamento della struttura. L’accreditamento è l’atto con cui la Regione verifica il possesso di standard qualitativi, organizzativi e strutturali di strutture e professionisti, equiparandole al pubblico.

Il cittadino che vi si rivolge non sostiene costi aggiuntivi rispetto a quelli che sosterrebbe se si rivolgesse ad una struttura o ad un professionista pubblico».

Le strutture associate occupano circa 1000 lavoratori con contratto dipendente e collaborano, in libera professione, con altri 1200 medici specialisti e altre figure professionali sanitarie (tecnici radiologi, fisioterapisti, podologi, terapisti occupazioni, biologi, psicologi, neuropsicologi, infermieri, logopedisti, bio-ingegneri).

Nel 2018 sono state erogate, dalle strutture associate Anisap, circa 11 milioni di prestazioni sanitarie di cui 3,6 milioni in convenzione con il S.S.R.

<<Le strutture garantiscono formazioni e monitoraggio continuo dei propri professionisti, molti dei quali hanno ricoperto ruolo di primaria importanza in strutture pubbliche>>.

Gli investimenti

<<Le nostre strutture, in questi anni, hanno continuato ad investire, sia aprendo nuovi ambulatori in aree sprovviste sia con investimenti in apparecchiature tecnologicamente avanzate per la Diagnostica, per la Riabilitazione, per il Laboratorio di Analisi con valori di centinaia di milioni di euro. Non dobbiamo dimenticarci gli investimenti nell’ambito organizzativo: assicurazioni-Legge Gelli, privacy, accreditamento, impianti tecnologici quali telefonia, connessione. <<Bisogna finirla di criticare in maniera strumentale le strutture accreditate. Alcuni servizi giornalistici, più volte proposti, hanno tirato in ballo il costo di alcune prestazioni, concentrandosi sui costi di una Risonanza Magnetica, affermando che alcune strutture offrissero tariffe di 50-60 euro a prestazione senza domandarsi però come si possa offrire un esame a questa cifra>>.

Cerchiamo di fare chiarezza.

<<Un’apparecchiatura per la Risonanza Magnetica costa oltre un milione di euro, e la normativa prevede anche di dotarsi di una Tac, il cui costo è di circa 300 mila euro.

L’installazione della macchina ha bisogno di una fornitura di energia elettrica di 100 kilowatt necessario al suo funzionamento e al raffreddamento del magnete, oltre ad importanti lavori per il suo posizionamento: gabbia di faraday, tubo di quench e altro. Vanno aggiunti inoltri altri costi quali medico radiologo, tecnico radiologo, personale dell’accoglienza, il costo della struttura, la sua manutenzione, cd, dotazioni tecnologiche, carta, busta porta referti, costi per l’accreditamento, costi per Inps ed Enpam per i medici. A conti fatti una risonanza costa 150-160 euro e percepiamo, in caso di esame convenzionato, 180 euro per una risonanza magnetica muscolo-scheletrica.

Allora ribadisco. Come può costare una risonanza così poco? Ci sono altre motivazioni che non sono prettamente economiche. Prima di pubblicare certe notizie, questi giornalisti dovrebbero informarsi. Dovrebbero venire nelle nostre strutture, guardare come lavoriamo, percepire la nostra qualità.

Si parla del rapporto con la Regione Veneto.

<<Noi vogliamo continuare a lavorare nel territorio Veneto e con la Regione Veneto. Siamo a disposizione per aiutare ad abbattere le liste d’attesa, vogliamo lavorare in collaborazione, con dignità e rispetto del nostro ruolo>>.

Un pensiero ai sindacati del settore pubblico.

<<Non capisco perché continuano ad attaccarci. In questi anni la Regione, per problemi di bilancio, ha tagliato di vari milioni di euro i budget. Si è passati dai 140 milioni 2015 ai 106 milioni del 2018. Sono attacchi strumentali senza motivazioni oggettive. I nostri dipendenti non sono di “Serie B”. Non è colpa nostra se gli utenti ci scelgono>>.

A riprova, ecco le delibere della Giunta Regionale del Veneto con i budget destinati alle strutture convenzionate.

Dgr 2621 del 18/12/2012 – 140 milioni di euro (Periodo 2013/2015)

Dgr 1923 del 23/12/2015 – 124 milioni di euro (Periodo 2016/2017)

Dgr 2166 del 29/12/2017 – 106 milioni di euro (Periodo 2018/2020)

«È la Regione che stabilisce il numero di prestazioni che il S.S.R. “acquista” da quella struttura o da quel professionista privato accreditato. Tali prestazioni verranno quindi erogate al cittadino senza alcun spesa aggiuntiva rispetto alla stessa prestazione erogata nella struttura pubblica e alle stesse condizioni; pertanto, se il cittadino è tenuto alla cosiddetta compartecipazione alla spesa (pagamento ticket) nella struttura pubblica, allo stesso modo dovrà pagare lo stesso ticket presso la struttura privata accreditata. Nonostante i tagli, noi siamo qui a fare il nostro lavoro e a supportare il pubblico “puro”. Aiutiamo ad abbattere le liste d’attesa, forniamo servizi di qualità, diamo lavoro a molte persone. Ci sentiamo protagonisti e non comprimari nella Sanità Pubblica del Veneto. Da parte nostra c’è tutto l’impegno a continuare a lavorare nel territorio Veneto e con la Regione Veneto. Siamo pubblici a gestione privata>>.

Dottor Giuseppe Caraccio

Presidente Anisap Veneto Trentino Alto Adige

 

 

 

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