A cura di Chiara Bertocco, laurea in Fisioterapia, Master in Linfologia Dr. Vodder School International Certificated Therapist, lavora nei Centri del Gvdr.

Perchè in Acqua?

Il nostro legame con l’acqua è molto profondo e ci riporta indietro nel tempo, alle origini della vita sulla Terra ma anche alla nostra vita prenatale. Il nostro stesso corpo è costituito per due terzi di acqua e indubbiamente essa costituisce per noi un elemento indispensabile. Ognuno di noi si muove in modo diverso e possiede abilità motorie differenti: questo accade anche in Acqua.

Il termine idroterapia deriva dall’unione delle parole greche hydor (acqua) e therapeia (guarigione). L’acqua ha sempre avuto una forte valenza aggregante nella storia della civiltà umana: basta pensare ad esempio ai fiumi che mettono in comunicazione città e paesi diversi o al mare che, bagnando varie nazioni, ha permesso scambi commerciali e culturali. Non si sa con precisione quando l’acqua fu usata per la prima volta per scopi curativi, ma si sa che Ippocrate (460-375 a.C.) usava i bagni di contrapposizione (acqua calda e fredda) nel trattamento di malattie. L’impiego delle acque termali per idroterapia, nel bacino del Mediterraneo, era conosciuto fin dai tempi antichi, come evidenziato dai reperti archeologici, dalle testimonianze letterarie e scientifiche, dalle numerose epigrafi. L’acqua per scopi ricreativi e curativi fu largamente usata ad esempio dai Romani. La riconosciuta efficacia terapeutica delle acque non solo termali ha infatti comportato il loro inserimento nel sistema sanitario nazionale e nei livelli essenziali di Assistenza. E’ solo negli anni 50, in Inghilterra che l’utilizzo terapeutico dell’acqua esce dal contesto termale; da allora, in tutto il mondo occidentale si sono moltiplicati i centri di riabilitazione che prevedono l’utilizzo di vasche terapeutiche.La terapia in acqua ha assunto quindi un ruolo fondamentale a fianco delle altre possibilità di trattamento. Il trattamento in acqua rappresenta una forma di terapia coadiuvante non esclusiva, inserita nel capitolo della rieducazione motoria.

Quali sono i benefici della terapia in Acqua?

L’esercizio in acqua comporta diversi effetti terapeutici:

– Effetto antalgico e miorilassante

– Miglioramento della mobilità articolare

– Miglioramento dello stato delle cute e della circolazione

– Effetto drenante

– Miglioramento della deambulazione/utilizzo delle braccia

– Rieducazione muscolare e trofismo

– Simmetria del movimento

– Aumento delle afferenze esterocettive

– Effetti psicologici

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Aqua Lymphatic Therapy – The Tidhar Method©

L’Aqua Lymphatic Therapy (ALT) è una metodica innovativa ideata dalla Fisioterapista Israeliana Dorit Tidhar nel 2002 basandosi sui principi degli esercizi riabilitativi proposti per la rieducazione degli arti edematosi e con linfedema. Dorit Tidhar è una fisioterapista nata in Israele che dal 1999 si è avvicinata alle patologie linfatiche, seguendo la formazione secondo la Scuola Casley Smith International fondata dal Dr John and Dr Judith Casley-Smith.

Nel 2002 Dorit presentò il suo programma di esercizi in ambiente acquatico che denominò “Aqua Lymphatic Therapy (ALT). The Tidhar Method ©”.

Il programma di Aqua Lymphatic Therapy nasce come aiuto rivolto alle persone affette da patologie linfatiche, sia di natura primaria (congenita) sia a seguito di interventi chirurgici post oncologici (come il tumore al seno) per mantenere e aumentare i risultati ottenuti con la tradizionale terapia di decongestione complessa e la fisioterapia senologica e la riabilitazione post oncologica. In letteratura scientifica sono presenti molteplici studi, molti dei quali curati da Dorit stessa che sostengono l’efficacia del metodo. Atttualmente Dorit si divide tra Israele e il Canada (Montreal) dove lavora sia come docente sia come fisioterapista presso la McGill University Health Centre’s Lymphedema Clinic. Lei cura i programmi riabilitativi che il team riabilitativo linfologico proporrà ai pazienti affetti.

ALT quindi risulta una metodica innovative nel panorama riabilitativo linfologico poichè mette insieme le proprietà specifiche dell’acqua e le caratteristiche del drenaggio linfatico manuale. La Terapia consiste nell’esecuzione in ambiente acquatico di esercizi specifici per i problemi e disfunzioni linfatiche (primarie o secondarie come in caso di intervento chirurgico al seno) in abbinamento a tecniche di respirazione e automassaggio. Il metodo aumenta l’efficacia della terapia di decongestione combinando i principi anatomici del sistema linfatico e le caratteristiche fisiche dell’acqua (temperatura, galleggiamento, pressione idrostatica e viscosità). La temperatura dell’acqua deve esser compresa tra i 29 ed i 33 ° C poiché tali temperature consento di eseguire i movimenti lentamente, in modo sicuro senza causare un aumento dell’edema. La spinta di galleggiamento permette di svolgere gli esercizi e l’automassaggio con il minimo sforzo senza sovraccaricare le articolazioni. La pressione idrostatica dell’acqua aumenta il flusso linfatico e venoso riducendo l’edema. I pazienti possono sfruttare un nuovo strumento, divertente e sicuro, per mantenere e ottimizzare i risultati ottenuti dopo la terapia intensiva di decongestione; inoltre questo metodo fornisce l’opportunità di un auto trattamento che può migliorare la cura di sé, la socializzazione e l’autostima.

 

Ai pazienti viene riservato un ruolo estremamente attivo nella terapia: insieme al terapista ALT infatti, viene steso un piano di trattamento individuale, monitorato costantemente con lo scopo di apportare miglioramenti continui nella mobilità articolare e di stimolare e mantenere attivo il drenaggio linfatico e circolatorio del nostro corpo. Sarà infatti premura del professionista sanitario esser in grado di adattare la terapia ALT a tutte quelle condizioni particolari, specifiche che caratterizzano il paziente come ad esempio il linfedema bilaterale, il linfedema delle zone genitali, obesità, convivenza di pluripatologie, Range articolare limitato, Debolezze muscolari, e fenomeni quali il Cording o Axillary Web Syndrome, la presenza di protesi mammarie fisse, la sensazione di fatigue tipica del paziente post oncologico.

In conclusione, possiamo concordare che sebbene la terapia del linfedema abbia in ogni soggetto un risultato differente, che varia a seconda di molteplici fattori individuali e tecnici, i pazienti sono invitati a praticare in modo costante un’attività fisico-motoria che diventa uno stimolo sia per il corpo in generale ma di fondamentale importanza se di fronte a condizioni patologiche croniche di linfedema primario, secondario o associato o come riabilitazione post oncologica. Conoscere quali attività sono consideraste sicure per un paziente affetto, evita peggioramenti della condizione e soprattutto non si rischia di incorrere in complicanze.

Affidarsi a personale sanitario e sportivo esperto, che conosce la patologia è sicuramente il primo step per poter scegliere in sicurezza come imparare a gestire correttamente la patologia, ma soprattutto per inserirla nella routine di tutti i giorni e nella vita “normale” che ogni persona merita.

La struttura Gvdr di Cadoneghe è dotata di due piscine. Si eseguono sedute di Aqua Lymphatic Therapy – The Tidhar Method©, rieducazione motoria in acqua per lombalgia; Acquaton, corsi per mamma e bebè; corsi pre e post parto; esercizio terapeutico per calo ponderale; corsi riabilitativi per patologie agli arti; rieducazione motoria per i Parkinson; rieducazione motoria neurologica e Idrorelax- trattamento anti-stress e rilassamento in acqua. 

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