“Questi sono racconti, lunghi o brevi, rappresentano solo un assaggio della mia vita; chi parla è la mia sedia a rotelle: Elektra”. Così inizia la presentazione del libro “Elektra, la Regina della strada” opera di Laura Licciardello, si tratta di un’autobiografia ironica “della mia vita raccontata da uno strano punto di vista”.
La signora ha voluto raccontare, in chiave ironica, la propria vita ed esperienza partendo da un’insolito punto di vista. Quello della sua sedia a rotelle.

“Sono Elektra, una splendida quattro ruote rossa che divora chilometri e chilometri di strada tutti i giorni a “folle” velocità… Beh insomma, in verità sono una semplice sedia a rotelle munita di motore, luci, clacson e frecce! Laura, colei che appoggia il suo enorme didddietro sopra me, pensa di usarmi per i suoi comodi… così crede, ma senza di me lei vale … niente! Solo la sua mente si muove, la bocca parla e parla e parla ma sembra che nessuno la ascolti. Quando invece siamo insieme, tutti si fanno rispettovamente da parte, per pausa di essere calpestati. Laura deve convincersi che io e lei saremo unite per sempre. CULO E CAMICIA… e anche cuscino! Sono io che comando: punto e basta!”.

Un’amicizia che dura da 30 anni.
“Nelle lunghe passeggiate per le vie del mio quartiere, scorgevo le “SIGNORE PER BENE”, che da dietro quelle tendine ricamate a filet, spiavano di nascosto, con curiosia morbosità, i nostri movimenti. Poverina, leggevo dalle loro labbra, con quella falsa misericordia, mista a pena. Ma Poverina cosa?! Laura è la mia Principessa, una vera combattente-vincente e da quando ha incontrato me, Elektra, lo ha finalmente capito”.

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Laura da anni è un’amica del Centro Medico Fisioguizza di Padova a cui ha decidato un capitolo del suo libro raccontando le giornate passate per sottoporsi a cicli di fisioterapia. Un capitolo spassoso, divertente ed ironico.

“Siamo arrivate nella palestra vera e propria – risposta la sua inseparabile Elektra – i terapisti la aiutano a spogliarsi: sciarpa, giacca, foulard e finalmente è ora di andare verso il lettino. Devo dire la verità: i ragazzi oltre ad essere molto professionali sono anche bellocci e forzuti. Veramente fighi”.

“Ad un certo punto – spiega Elektra – mi sento afferrare e portare un pò più in la da una mano forte e robusta. Ah si, l’ho riconosciuta, è quella del boss-tatuato, una delle poche persone a cui Laura lascia che mi tocchino: si chiama Samuel”.

Un libro tutto da scoprire, il racconto di una vita, le esperienze affrontare, la voglia e la forza di continuare. 

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