Il convegno: trattamento farmacologico e riabilitativo nella malattia di Parkinson
Tra ricerca scientifica e umanizzazione

convegnoSabato 26 novembre, presso l'OIC (Opera Immacolata Concezione) di Padova, si è svolto il convegno "Trattamento farmacologico e riabilitativo nella malattia di Parkinson", organizzato da PA.DI.MO. (Associazione Malattia di Parkinson e disordini del movimento), la neonata e prima associazione patavina impegnata a promuovere la ricerca e l'informazione circa questa malattia, oltre che a offrire un valido sostegno ai malati e ai loro familiari.

La scelta della data non è stata lasciata al caso: il 26 novembre, infatti, è ricorsa la terza Giornata nazionale della malattia di Parkinson, un morbo che in Italia colpisce circa 300 mila persone. Al convegno hanno partecipato oltre 150 persone, con delegazioni di associazioni affini provenienti da gran parte del Veneto (Belluno, Treviso, Venezia e Rovigo). All'apertura della giornata, sono intervenute alcune autorità, tra cui il dott. Giuseppe Caraccio, presidente di PA.DI.MO., Leonardo Padrin, presidente della V Commissione Sanità Regione Veneto, il prof. Leontino Battistin, fondatore della Società Italiana per la Malattia di Parkinson, il dott. Giampietro Rupolo, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Padova e il dott. Angelo Antonini, neurologo all'ospedale San Camillo di Venezia – Irccss del Veneto per il morbo di Parkinson.Pieno di entusiasmo, il dott. Giuseppe Caraccio spiega le finalità dell'associazione PA.DI.MO: "L'associazione, primissima nel territorio padovano, nasce dal desiderio di dare un impulso alla ricerca, con la creazione di un comitato scientifico, ma anche dalla volontà di non lasciare soli il malato e i suoi cari, aiutandoli ad affrontare le difficoltà che il Parkinson veicola. Un mio desiderio è che nasca una collaborazione e un confronto con le associazioni delle altre province del Veneto, in modo da creare in futuro un grande gruppo regionale". Uguale aspirazione ce l'ha il dott. Angelo Antonini, che punta "sullo spirito di aggregazione e alla sinergia con le altre associazioni della regione, perché spesso – conclude - le grandi associazioni a carattere nazionale perdono il contatto con le realtà più circoscritte e locali"."La forza e l'originalità di quest'associazione – prosegue Leonardo Padrin – sta proprio nella sua sintesi tra scienza e umanizzazione, nel suo obiettivo di conciliare la ricerca scientifica, oggi molto impegnata, e la famiglia, dove ha sede l'umanità". Della stessa opinione, il prof. Leontino Battistin, che reputa "una grande ricchezza l'apporto di un'associazione di pazienti al contesto clinico, poiché riconduce alla realtà della persona nella sua umanità con tutte le sue problematiche sociali ed emotive".">La giornata si è sviluppata in cinque argomenti: "Il territorio: la rete e le realtà assistenziali", "La terapia motoria e farmacologica: movimento e psiche", "La terapia chirurgica e infusionale: dalla chirurgia alle terapie infusionali", "La riabilitazione: Più gambe meno farmaci – progetto di ricerca con rilevatore di attività motoria" e "Counseling psicologico per pazienti e familiari nel territorio". A conclusione di ciascun momento si sono svolte delle "tavole rotonde" sugli sviluppi degli interventi precedenti.

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