L'ultimo saluto ad una persona buona e leale: Fortunato Rao
Il Direttore Generale della Ulss 16 di Padova si è spento mercoledì a causa di un infarto

f_raoÈ morto nella tarda serata di mercoledì Fortunato Rao, direttore generale dell'Ulss 16 di Padova, ricoverato lunedì scorso in seguito ad alcuni dolori al petto, sfociati poi in un infarto miocardico. Le condizioni del direttore erano state reputate gravissime da parte dei medici, che avevano detto che le prime 72 ore dal ricovero sarebbero state fondamentali.

Originario di Messina, era nato il 14 giugno 1945. Tutta la sua carriera si è svolta all'interno del mondo sanitario, nella città del Santo. Il primo incarico di rilievo risale agli anni Ottanta, in Comune a Padova, quando diventa capo di gabinetto della giunta guidata dal sindaco democristiano Settimo Gottardo (1982-1987). Successivamente assume il ruolo di dirigente del Settore Sociale. L'arrivo alla Ulss 16 è all'inizio degli anni 2000, ed in questo momento ricopriva per la seconda volta consecutiva il ruolo di Direttore Generale. Durante questo mandato aveva portato a termine l'incorporazione dei comuni della Saccisica e dell'ospedale di Piove di Sacco all'interno della Ulss 16 padovana.

In questi anni ho avuto molte volte a che fare con lui. Ho sempre trovato una persona onesta, preparata, competente. Al di là delle sue qualità umane (non gli ho mai visto alzare la voce con nessuno) ho sempre apprezzato la sua correttezza, il suo modo di rivestire un ruolo pubblico come un servizio. Le Direzioni Generali hanno un'importanza che va oltre il confine strettamente sanitario, diventano in alcuni casi centri di potere e di questioni politiche. Di Rao si può dire tutto, tranne che avesse interpretato in questo modo il suo incarico. Tutti, in modo unanime, gli riconoscevano spirito di servizio, onestà intellettuale e rettitudine. È grazie a lui che la sanità padovana è diventata un punto di riferimento non solo in Veneto, ma in tutta Italia. Ed è grazie a lui che chi – come me – lavora ogni giorno con la Sanità, aveva conservato fiducia nel sistema. Perché alla fine, dietro situazioni di successo e di eccellenza, c'è sempre il lavoro delle persone. Di persone come Fortunato Rao.

Io e Miriam ci stringiamo alla moglie Marta e ai figli, portando la nostra testimonianza di stima e riconoscenza per quello che Fortunato ha rappresentato.

Giuseppe Caraccio, direttore sanitario

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